La Sala delle Asse di Leonardo: chiusa per restauro

Cosa c’è dipinto
Sulla volta e sulle pareti Leonardo dipinse un pergolato: diciotto alberi di gelso con i rami intrecciati che si chiudono sul soffitto, legati da corde dorate annodate. Il gelso, in dialetto moro, è l’emblema di Ludovico Maria Sforza detto il Moro, il duca che tenne Leonardo a corte per quasi vent’anni come ingegnere, architetto e pittore. La stanza sta al piano terra di uno dei torrioni verso il parco ed è parte del percorso del Museo d’Arte Antica. Chi l’ha vista prima della chiusura ricorda soprattutto le radici dipinte tra le rocce, la parte più leonardesca e la meno ritoccata.
Una storia di coperture e ridipinture
Dopo la caduta degli Sforza la sala fu usata come tutto il resto del castello, cioè come caserma, e la pittura finì sotto strati di calce per secoli. Luca Beltrami la riscoprì nel 1893, durante il restauro che salvò il castello. Ernesto Rusca la ridipinse nel 1902 con una mano molto pesante; negli anni Cinquanta le ridipinture furono attenuate. Dal 2012 è in corso un restauro scientifico che sta togliendo strato per strato ciò che non è di Leonardo. Il museo ha organizzato visite guidate ai ponteggi in alcune fasi; sono iniziative del castello, a calendario, non qualcosa su cui costruire un viaggio.
Se vedete un programma di visita che elenca la Sala delle Asse tra le tappe, è un elenco copiato da un vecchio testo. Chiedete cosa si vede davvero. Anche il tour privato salta fila la cita nel percorso e in questo momento la mostra, al massimo, dalla porta.
Quando riapre
Non lo so e non lo sa con certezza nessuno. L’obiettivo dichiarato è la riapertura intorno alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Non scrivo una data perché ne ho viste passare diverse. Quando riaprirà, sarà compresa nel biglietto unico dei musei come tutto il Museo d’Arte Antica.
Cosa c’è di Leonardo, allora
Nelle sale aperte, niente di dipinto da lui. Il Codice Trivulziano è nella Biblioteca Trivulziana, un istituto di studio, non una sala. Nel 2024 uno studio con il georadar ha documentato passaggi sotterranei sotto il castello, tra cui uno che la tradizione dice portasse verso Santa Maria delle Grazie e che Leonardo disegnò nei suoi schizzi: documentati, non aperti al pubblico. L’opera per cui entrare nei musei resta la Pietà Rondanini, che è di Michelangelo. Il resto delle stanze ducali, la Ponticella e l’Argo della Sala del Tesoro, è dell’epoca di Bramante.
Chi vuole Leonardo a Milano deve puntare al Cenacolo di Santa Maria delle Grazie, che va prenotato con largo anticipo. Il tour del Cenacolo con passeggiata al castello lo fa, ma attenzione: dopo il Cenacolo cammina nei cortili gratuiti e non entra nei musei.
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Il Leonardo che si vede davvero: il Cenacolo
Biglietto salta fila per l’Ultima Cena, guida storica dell’arte, poi la passeggiata nei cortili del castello. Solo in inglese, nomi obbligatori alla prenotazione, cancellazione gratuita solo fino a 3 giorni prima.
Domande frequenti
La Sala delle Asse è aperta nel 2026?
No, è chiusa per restauro. L’obiettivo è riaprirla intorno alle Olimpiadi invernali, senza una data confermata. Cosa è aperto nei musei.
Cosa rappresenta la Sala delle Asse?
Un pergolato di diciotto gelsi intrecciati con corde dorate, dipinto da Leonardo nel 1498 per Ludovico il Moro, di cui il gelso era l’emblema.
Cosa vedere di Leonardo a Milano se la sala è chiusa?
Il Cenacolo a Santa Maria delle Grazie, a un quarto d’ora a piedi dal castello, prenotando con anticipo. Il tour che unisce i due.